venerdì 20 febbraio 2009

Audrey: Work in progress

Proprio l'altro giorno ho ultimato un lavoro che mi era stato richiesto da mia cugina, una rielaborazione di una foto molto famosa di Audrey Hepburn. Dopo mesi di lavorazione, ecco finalmente che il mio operato vede la luce.
Ho così deciso di postare, non solo il lavoro finito, ma anche alcune fasi della progettazione e realizzazione.
Ecco l'occorrente per cominciare: matite di svariate morbidezze, gomma-pane, strass adesivi in diverse grandezze, colla liquida, una spatolina di ferro, pittura acrilica (io l'ho scelta argento) e una boccetta di porporina (i classici glitter), magari in nuanche con l'acrilico.


Per cominciare ho scelto una bell'immagine del soggetto, questa per esempio.




E con grande pazienza ne ho riprodotto le fattezze. L'ideale sono le matite molto morbide, io per esempio ho realizzato lo schizzo con la 4B, le masse scure con la 8B e rifinito i particolari con una 6B. Sconsiglio il carboncino perchè è fin troppo morbido e verrebbe un pasticcio. Vanno benissimo sia fogli F2 che F4, l'importante è che siano ruvidi, altrimenti si perde buona parte dell'effetto. Preferite però il formato A3 o più grandi, perchè altrimenti la stampa verrà fatta altrettanto piccola.












Questo è più o meno il risultato.


Ora viene il bello.
Dopo attenta ricerca, comparando prezzi e valutando promozioni, ho trovato un sito che offriva stampe su tela a prezzi onesti. Così sono andata in copisteria e, per la modica cifra di 2 euro, ho fatto scansionare il disegno.
Ho inviato tutto al laboratorio di stampa (tramite il loro software), e nel giro di cinuqe giorni mi è tornata indietro la mia tela.

Ma ecco come rendere originale un semplice ritratto o la "solita" riproduzione di un'immagine famosa.
Io ho scelto di utilizzare degli strass, per donare luminosità e valorizzare alcuni dettagli del lavoro. Il posizionamento è stato strategico, per esempio nell'orecchino o nell'iride dell'occhio.



Ammetto che questa è stata la parte più tragica, perchè alcuni strass erano davvero piccoli, per questo mi sono aiutata con una pinzetta ed un pennello molto sottile, per cospargerli di colla.

Veniamo allo sfondo.

Qui è possibile sbizzarrirsi secondo fantasia e gusto personale. Come dicevo io ho scelto l'acrilioco argento, ma nessuno vieta di provare con un bell'oro o rame... Il mio consiglio e che sia un colore brillante o metallizzato, in modo che l'effetto sia particolarmente scintillante. Scegliete la boccetta perchè più liuida, non il tubetto.

Con l'ausilio della spatolina ho distrubuito il colore su tutto lo sfondo, in maniera casuale. La porosità della tela rende la stesura disomogenea, così restano zone in cui si vede la tela sotto.



Carino vero?

Per finire, e questo prima che si asciughi la pittura, ho sparso un pò di glitter argentati, ma solo in alcune zone, altrimenti diventa troppo pesante.




Voilà! Questo è il risultato finale.



Come ho già detto, sono effetti applicabili su tantissimi soggetti. Non rimane che sperimentare!

martedì 10 febbraio 2009

Tim Burton's Alice in the Wonderland

E' passato più di un anno da quando per la prima volta si è parlato dell'ennesima trasposizione cinematografica del romanzo di Lewis Carroll questa volta ad opera del genio di Tim Burton, quelle che inizialmente erano solo rumours negli ultimi mesi hanno preso sempre più corpo, delineando l'ormai confermato cast e mostrando le primissime immagini dal fiabesco set in Cornovaglia.














Naturalmente aspettiamo fiduciosi di vedere qualche scatto che ritragga Johnny Depp nelle vesti del Cappellaio Matto e soprattutto di sgranare gli occhi davanti al vionario "Paese delle Meraviglie" che Burton sta preparando per i suoi fan.
Lo ammetto, ho sempre adorato la favola di Alice e per lunghi pomeriggi nella mia infanzia ho visto e rivisto il lungometraggio targato Disney, fino ad impararlo a memoria. E quando in età adulta ho letto il romanzo ho avuto la conferma del capolavoro letterario al quale il cinema d'animazione ha saputo ispirarsi.
Mi sono sempre sentita un pò Alice e quando ho saputo che sarebbe stato proprio il mio regista preferito a dare vita ai miei sogni di bambina mi sono detta: "Ok, basta solo che a Depp propongano il ruolo del Cappellaio." Accontentata!
Per quanto riguarda il resto del cast, decisamente nulla da recriminare. La sola presenza di Christopher Lee (altro attore-feticcio di Burton), Alan Rickman (vi dice niente Severus Piton?), Helena Bohnam Carter (alias "Signora Burton"), Michael Sheen e molti altri basta a confermare le ottime premesse. Senza contare che molti di questi attori hanno già dei precedenti con Burton.

Anche Mia Wasikowska, pur risultando un nome ancora sconosciuto ai più (l'abbiamo appena vista in Defiance, al fianco di Daniel Craig), sembra incarnare degnamente la parte della protagonista. Personalmente, con i suoi diciannove anni la trovo un pò grandicella per la parte, ma ammetto che dentro ai vestiti di Alice fa bella figura. Aspettiamo solo di vederla tuffarsi nella tana del Bianconiglio!


Per il momento molto poco è trapelato sulla lavorazione del film, le uniche certezze riguardano l'utilizzo del motion capture e del Digitale 3D, almeno per quanto riguarda le scene nel paese delle Meraviglie, e la data di lancio, prevista per il 5 marzo 2010. Insomma, pare che ci sarà da aspettare almeno un altro anno per l'uscita del film, e chissà quanto per la versione italiana...

Non ci resta che aspettare qualche altra succulenta news, con la quale non mancherò di aggiornare il blog. Per ora, un Buon Noncompleanno a tutti!








sabato 7 febbraio 2009

Mercoledì al cinema

Approfittando della promozione a cinque euro offerta dai cinema bolognesi, mercoledì scorso mi sono recata in uno dei pochi luoghi atti alla proiezione cinematografica rimasti nella mia città ed ho visto il nuovo film di Jim Carrey, Yes Man. Il mio ragazzo l'ha trovato molto carino, e nell'insieme anche a me è piaciuto.

Carrey come sempre risulta frizzante ed irriverente e continua a riempire le sale pur mostrando la sua "solita" faccia di gomma. Del resto, una delle rare volte in cui ha cercato di staccarsi dai suoi ruoli canonici la critica è stata impietosa... (Peccato, Number 23 a me non è sembrato brutto...).
Nel suo piccolo Yesman è una commedia gradevole e divertente, molto più delle pseudo-parodie sempre più diffuse che il cinema americano continua a sfornare in serie (In principio fu Scary Movie...), consigliata a chi ancora ridacchia alle smorfie di Jim Carrey e sorride davanti ad una insolita storia d'amore tra due insoliti protagonisti.

Al termine del primo spettacolo, evidentemente non paghi, ci siamo accomodati in un'altra sala, biglietto alla mano ed ecco la mia opinione su Sette anime, la seconda fatica di Gabriele Muccino da quando ha deciso di abbandonare i trentenni esauriti per dedicarsi al cinema impegnato.
Il primo tempo è forse un pò lento e se non si è letta la trama previa visione, per i primi quaranta minuti la storia risulta un tantino confusa. Senza contare che dalla prima scena è già chiaro il finale del film. Il secondo tempo invece porta i nodi al pettine e conferma l'impressione iniziale di una malcelata superficialità nel trattare un argomento impegnativo e coinvolgente, che non può ridursi al solo tentativo di struggere lo spettatore.

Il percorso di redenzione del protagonista è qualcosa di toccante, vissuto con grande emozione da Will Smith, che alla soglia dei quarant'anni ha saputo dare una svolta alla sua carriera, dimostrandosi davvero eclettico. Lontani sono gli esordi del principe di Bel Air! Tuttavia, in due ore di film nulla viene approfondito, nemmeno le storie delle altre sei anime da salvare.
Smith e Muccino ci raccontano una storia di dolore, d'amore e di sacrificio, nonostante ciò, lo spettatore (specie quello dalla lacrima facile, come me) non si sente in dovere di sfoderare il fazzoletto per il distrutto Smith o la malata Dawson. Non perchè il regista non ci abbia provato, piuttosto per il poco coinvolgimento suscitato in chi guarda la pellicola, seduto sulla sua scomoda poltroncina.

Nel complesso rimane comunque un film da vedere, perchè ben confezionato e ben recitato dai due protagonisti. Speriamo però che Smith trovi presto un regista che sappia valorizzarne il talento, oppure che Muccino abbandoni la piattezza tipica dei moderni registi ed attori italiani e ci regali finalmente un brivido di sorpresa!

Per ora è tutto, alla prossima

Fairy